Ripropongo di seguito un mio intervento che è stato pubblicato su Blogosfere cultura dove sintetizzo il mio pensiero sullo scrivere (nello specifico attraverso la rete), le strade facili e gli approcci.
—————————————
On line ci sono molte opportunità per chi scrive e vorrebbe farsi conoscere, dare modo a più persone di leggere i propri testi free.
Ci sono autori che storcono il naso perché la rete è un calderone e si potrebbe anche pensare che affidargli un testo (prosa o poesia, lungo o corto) equivalga a sminuirlo. Deprezzarlo diciamo. Renderlo talmente accessibile che poi non lo si potrà usare da nessun altra parte perché con un click o due chiunque lo può leggere (e magari commentare).
Qualsiasi opinione abbiate in proposito un aspetto è innegabile: internet favorisce la visibilità. Specialmente se si pubblica su portali o blog frequentati e diffusi. Si viene letti più facilmente insomma. Ma.
C’è un ‘ma’ che vorrei ribadire, forse non ce n’è bisogno perché oggi i fruitori della rete sono più scaltri e furbi di quando ero una ragazzina io. Forse.
Sta di fatto che tutt’ora ci sono persone disposte a tutto o quasi per farsi pubblicare. Persone che credono in quello che scrivono, faticano per farlo e cercano una qualche forma di riconoscimento per queste fatiche. Hanno bisogno di essere rassicurati. Di ricevere commenti (e se sono positivi e ripetuti alcune barriere possono crollare facilmente e ricadere in quel circolo vizioso del ‘ti solletico così abbassi la guardia’).
Io credo esistano ancora i soggetti ‘fragili’. Che di solito non hanno particolari contatti con il mondo dell’editoria o comunque con gli addetti ai lavori. Leggono e scrivono magari di notte o nella pausa pranzo. Quando possono insomma. E vorrebbero tentarlo questo benedetto salto. Vorrebbero provarci. Afferrare l’occasione. Perché la tanto agognata ‘Occasione’ prima o poi arriverà, chi non ci crede? Non vedo molte mani alzate. Infatti.
Tutti la aspettiamo. Tutti la immaginiamo. E tutti siamo concordi nel riconoscere che quando arriva va afferrata. C’è poi chi aggiunge ‘a tutti i costi’ e chi invece non si sbilancia ‘vediamo com’è poi valuterò’.
Perfetto.
Sappiate, voi che scrivete, che se divulgate i vostri testi on line sarete letti facilmente. Col tempo e la pazienza.
Sarete letti anche da chi ‘recluta’.
Da chi si trova in un qualche angolo della famiglia ‘addetti ai lavori’ (angolo luminoso o buio non fa differenza a questo punto). Sarete letti anche da loro e non è tanto una questione di fortuna. Pubblicare on line magari con una certe frequenza vi mette alla mercé di chiunque.
Ebbene.
Sappiate che prima o poi verrete contattati.
Da Tizia o Caio.
Si qualificheranno con nome cognome, magari vi lasceranno i riferimenti a un blog o un sito pieno di loro testi e onorificenze.
Vi forniranno tante medaglie al valore, qualifiche insomma. Direttore di questo. Responsabile di quello. Dentro la tal casa editrice. Oppure collaboratore per l’agenzia letteraria y. O addirittura vincitore del premio x e talent scout. Bla. Bla. Bla.
Poi vi faranno la proposta.
La Proposta.
Che non è l’Occasione che si diceva sopra, cari utenti che scrivete.
Non lo è neanche alla lontana.
Vi proporranno di partecipare a concorsi o antologie. Vi chiederanno di inviare testi vostri poi al resto ci pensano loro perché voi siete. Avrete. E via con le lusinghe. Useranno parole come ‘talento’ oppure ‘promettente’ oppure ‘stile personale’.
Caro utente che scrivi on line, se ti ritrovi contatti con messaggi come questo:
‘Sono in possesso del bando di un concorso nel quale sono membro della giuria, se le interessa glielo passo volentieri! Guadagnerà i primi soldi e otterrà una pubblicazione gratuita.’
Frasi come questa o altre, molte altre.
Dopo le lusinghe.
I titoli nobiliari.
Gli elenchi infiniti di attività o pubblicazioni.
Dopo averti grattato il mento e solleticato il collo.
Caro utente che scrivi non farlo.
Credimi se ti dico che te ne pentirai.
Non farlo.
Non accettare questo o altri compromessi. Non lasciarti corteggiare in questo modo subdolo e meschino. Non credere che davvero. Davvero non esiste. E’fumo destinato a scemare in fretta. O, nel caso in cui invece durasse per un po’, non ti lascerà addosso niente. Forse finirai col pubblicare. In corso d’opera potrebbe anche capitarti di dover tirare fuori qualche soldo (per sbloccare la situazione), magari sarai costretto a scrivere solo di certe cose (sesso, sangue, sesso, sesso… molto vario vero?).
Insomma.
Leggi.
Informati.
Valuta.
Ma non cedere alle strade facili. Alle proposte che contengono certi ingredienti.
Non lasciarti comprare in questo modo.
Non illuderti che svendendoti, accettando simili compromessi e calpestando il rispetto per te stesso ne ricaverai i consensi che meriti.
Non farlo, dammi retta.
Se senti puzza di bruciato, fermati e annusa per bene. C’è davvero qualcosa che brucia da qualche parte non lontano da te. E’la passione sana e costruttiva per la scrittura. Per le storie che aspettano di essere raccontate. Per i personaggi che premono per un tratteggio onesto. Per le trame che nascono da uno spunto, un’idea, un bisogno. E se fregano degli standard del mercato o di cosa vende di più.
Rifiuta le strade facili, incavolati, sputaci sopra.
E il fuoco avrà meno legna di cui alimentarsi.